Sunday, 18 May 2014 00:00

I Cento Anni dell'INDA

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Il primo ciclo di spettacoli classici a Siracusa partì nel 1914 con l’Agamennone di Eschilo

 

L’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) nasce da un’iniziativa del Conte Mario Tommaso Gargallo. Nel 1913 l’INDA è ancora un’idea, una tensione, un progetto ambizioso: ridare vita al dramma antico restituendolo alla scena di un grande teatro. Fare di Siracusa il centro di un evento, di una festa senza tempo. A tale fine viene costituito un comitato promotore e, successivamente, un comitato esecutivo, perché il progetto prenda corpo. Il primo Ciclo di Spettacoli Classici viene inaugurato il 16 aprile 1914 con l’Agamennone di Eschilo. Paolo Orsi, archeologo e Sovrintendente alla Antichità, suggerisce al Gargallo il nome di Ettore Romagnoli, che cura la traduzione dell’opera, la direzione artistica e le musiche. Le scene furono realizzate da Duilio Cambellotti, i costumi da Bruno Puozzo ed il primo manifesto da Leopoldo Metlikovic. Nel 1927, la commedia entra a far parte – con la messa in scena delle Nuvole di Aristofane – dei Cicli di Spettacoli Classici organizzati dall’INDA. Quella di Aristofane rimane tuttavia una presenza contenuta nel Teatro Greco di Siracusa che mantiene fino agli anni settanta una chiara vocazione tragica. Agamennone e Coefore di Eschilo, Edipo Re e Antigone di Sofocle, Medea e Baccanti di Euripide, sono tra le tragedie più rappresentate.

Nel 1998 l’INDA è trasformato da Ente pubblico in Fondazione che annualmente progetta e organizza i Cicli di Spettacoli Classici al Teatro Greco di Siracusa. L’attività svolta in questi cent’anni mira a valorizzare la cultura classica, favorendo la nascita di una koiné culturale capace di contenere – sotto il segno del Teatro Antico – esperienze e sensibilità diverse. Il Teatro Greco di Siracusa è stato infatti luogo scenico e agorà, luogo di rappresentazione ma anche spazio aperto ad accogliere idee e contributi molteplici: le traduzioni di studiosi e intellettuali come Guido Paduano, Maria Grazia Ciani, Umberto Albini, Giovanni Cerri; le versioni dei drammi – in qualche caso vere e proprie riscritture – di autori come Pier Paolo Pasolini, Edoardo Sanguineti, Salvatore Quasimodo e Vincenzo Consolo; le letture di registi come Irene Papas, Krzysztof Zanussi, Daniele Salvo, Giancarlo Cobelli, Franco Enriquez, Mario Martone, Massimo Castri, Orazio Costa, Egisto Marcucci, Antonio Calenda, Luca Ronconi, Peter Stein; le interpretazioni storiche di artisti come Annibale Ninchi, Elena Zareschi, Vittorio Gassman, Valeria Moriconi, Salvo Randone, Glauco Mauri e quelle più recenti di Elisabetta Pozzi, Lucilla Morlacchi, Giorgio Albertazzi, Galatea Ranzi, Roberto Herlitzka, Maurizio Donadoni,Mauro Avogadro o di giovani attori emergenti come Cristina Spina, Ilaria Genatiempo, Massimo Nicolini, Roberta Caronia, Carmelinda Gentile, Giacinto Palmarini.

La storia centenaria dell’Istituto è stata anche “raccontata” attraverso una mostra di documenti, immagini, bozzetti e materiali che compongono il prezioso Archivio della Fondazione che con decreto n°7/2013 del MIBAC viene dichiarato di interesse storico particolarmente importante. 

Read 3231 times Last modified on Friday, 16 January 2015 09:48

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