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La reinvenzione di Genova, 10 anni dopo

Venerdì, 23 Maggio 2014 00:00

Un caso di successo di rigenerazione urbana e di recupero del porto: una città trasformata grazie alla capacità delle Istituzioni e all’attivazione di capitale sociale 

 

Gli interventi realizzati a Genova fra il 1992 e il 2004 hanno coinvolto una parte di città a forte valenza rappresentativa e simbolica, luoghi ed edifici caratterizzanti l’immagine veicolata all’esterno, riferimenti identitari della memoria storica e iconografica della realtà urbana, come ad esempio i Magazzini del Cotone o le palazzine del Porto Franco, o ancora Porta Siberia e gli edifici della Darsena.

 

Il rinnovo totale del Centro storico

Le zone centrali della città sono apparse totalmente rinnovate dagli interventi realizzati per i grandi eventi; le frequentazioni turistiche, la riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini, l’apertura di nuovi locali ed attività economiche, l’insediamento di nuove popolazioni nel Centro storico e, più in generale, la collocazione della città in nuovi scenari di competitività, hanno dato una sensazione di maggior dinamicità, di una realtà urbana che si è presentata più aperta all’esterno. Negli anni dei grandi eventi anche l’ambiente sociale è apparso più vivace e il cambiamento si è espanso progressivamente, sostenuto da processi spontanei, su aree sempre più vaste. Anche se tali processi non hanno investito i quartieri più esterni e periferici è innegabile che l’intero sistema città ne ha tratto vantaggi.

 

La riqualificazione della qualità urbana

Le azioni che sono state intraprese sotto la regia pubblica hanno innescato processi di riqualificazione e di miglioramento della qualità urbana, andando a favorire successivi interventi anche da parte di operatori privati e hanno inoltre provocato un netto incremento dei flussi turistici (incremento confermato, sia in termini di arrivi, fino ad oggi). E’ ipotizzabile, dunque, che si avvii un processo diffuso di riqualificazione di alcune aree del Centro storico attigue a quelle portuali e che questo possa via via alimentarsi in modo auto-propulsivo. Se così fosse, si potrà affermare che l’ingente impiego di risorse pubbliche derivanti dalla realizzazione dei grandi eventi avrà raggiunto il suo scopo, in quanto capace di mettere in atto processi virtuosi e fortemente radicati di sviluppo economico.

 

Il recupero del waterfront

 Il recupero del waterfront prima e le operazioni di manutenzione nel centro storico, hanno portato i residenti verso un cambiamento di atteggiamento nella percezione della propria città. La riappropriazione del fronte mare e della notevole quantità di luoghi storici recuperati, ma anche le riconversioni delle vaste aree industriali dismesse, con l’introduzione a nuovi usi, si sono tradotte in termini di crescita del senso di appartenenza e di rafforzamento degli elementi identitari attraverso la ritrovata fruibilità delle funzioni collettive e di rappresentanza di livello metropolitano. Inoltre l’immagine complessiva della città sull’esterno non è più solamente legata al porto e all’industria (spesso visti in chiave statica o di decadenza) ma ad una nuova dimensione legata all’arte e alla cultura, al patrimonio architettonico e a nuove forme di accoglienza, in un’ottica dinamica e più propulsiva (con crescita di flussi turistici motivati dagli eventi culturali) . Il settore industriale appare marginale nell’economia della città, il porto conserva un ruolo importante pur avendo attraversato negli ultimi anni momenti difficili; più positiva risulta invece la dinamica del turismo, un turismo culturale che scopre una città d’arte ancora poco conosciuta.

 

Consenso vs coinvolgimento

Se molto è stato ottenuto nell’attivare meccanismi di gradimento e di consenso spontanei attraverso il rinnovamento diffuso dell’immagine urbana, meno rilevante è stato il coinvolgimento attivo degli abitanti nei processi di trasformazione. L’organizzazione e la gestione delle progettualità legate ai grandi eventi ha costituito un’esperienza di particolare interesse sulla capacità dell’ente pubblico di gestire, in tempi limitati, programmi e procedure negoziali tra pubblico e privato, in stretto contatto con altri enti quali aziende municipalizzate ed altre istituzioni preposte; ha inoltre sedimentato, all’interno dello stesso, conoscenze, risorse immateriali (attivate durante i processi), reti di relazioni, capacità e competenze di notevole rilievo. 

 

Interrogativi aperti

Oggi, restano aperti alcuni interrogativi: come capitalizzare, anche per il futuro, il grande sforzo nell’agire amministrativo, organizzativo, gestionale e di promozione che è stato compiuto nel periodo 1992-2004? Come estendere spazialmente e temporalmente gli effetti di questa “rinascita”? In che modo diffondere ad altre parti di città gli elementi virtuosi che si sono verificati? In realtà, con la fine del 2004 sembra giunto alla fine un ciclo che ha i suoi prodromi alla metà degli anni Ottanta quando la Regione Liguria, il comune di Genova e il Consorzio Autonomo del Porto siglarono il “Protocollo di intesa” che sanciva la dismissione dei vecchi moli per recuperarli ad usi turistici e diportistici (Gastaldi 2005). La stessa amministrazione comunale, rinnovata nel 2007 e poi successivamente nel 2012 ha voluto segnare, in termini di politiche e di interventi, una “discontinuità” rispetto agli anni che abbiamo descritto. In termini programmatici si dichiara di voler offrire maggiore attenzione allo sviluppo sostenibile, alla qualità della vita (anche con riferimento ai quartieri di edilizia residenziale pubblica), ai problemi di armonizzazione delle relazioni porto-città, al potenziamento della ricerca anche attraverso il nuovo polo tecnologico di Erzelli, ma si ha la netta sensazione che la stagione dei “grandi eventi” sia difficilmente replicabile in termini di efficacia delle realizzazioni nel campo delle politiche e delle trasformazioni urbane.

Francesco Gastaldi, architetto, ha conseguito il dottorato di ricerca in Pianificazione territoriale e sviluppo locale presso il Politecnico di Torino. Dal 2007 è ricercatore e insegna Urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia. Ha partecipato a ricerche per soggetti pubblici e privati sui temi delle politiche urbane e della promozione territoriale.

Letto 9149 volte Ultima modifica il Venerdì, 16 Gennaio 2015 09:23

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