Il “teatro dell’eros” e i suoi padri nobili

Venerdì, 16 Maggio 2014 00:00

La Sicilia tra letteratura e cinema

 

Leonardo Sciascia, in un suo noto saggio del 1963, fra le interpretazioni cinematografiche della Sicilia metteva quella dell’erotismo. Se la Sicilia “mondo offeso” nasceva all’ombra di Vittorini e la Sicilia luogo del mito poteva essere sintetizzata dal nome di Quasimodo, il genius loci del “teatro dell’eros”, come lo chiama lo scrittore, era ovviamente Vitaliano Brancati. In realtà, il modello di Sciascia sembra quasi predire una realtà più che riscontrarla. Nel 1963, i film di derivazione brancatiana nel senso della commedia erotica erano in fondo solo Il bell’Antonio (1960) di Bolognini e soprattutto il figliastro Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi. (I film nati dalla collaborazione con Luigi Zampa, infatti, da Anni difficili a L’arte di arrangiarsi, riguardano più la corda civile e politica dello scrittore catanese). Solo qualche anno dopo si avrà la migliore versione cinematografica del Brancati erotico: Don Giovanni in Sicilia (1967), un felice tradimento che Alberto Lattuada mette in opera utilizzando il testo, in una specie di mossa del cavallo, per guardare a Milano e a un boom su cui ormai non c’è più da illudersi. È il Don Giovanni in Sicilia, in cui lo sguardo del regista scatena la sua una sensualità voyeuristica, e insieme lancia il tremendo Lando Buzzanca (qui perfetto) come divo di una incarognita versione del maschio italiano. Brancati, dunque, via Germi, sembra essere l’apripista della commedia erotica. Sedotta e abbandonata (1964) conferma e carica i toni, e stavolta Sciascia non apprezzerà: il film gli sembra fuori bersaglio, attardato. Ma cosa vuol dire il nome di Brancati, in questa accezione? Vuol dire, mediatamente, anche Pirandello, ossia la recita sociale, il gioco dell’apparire e dell’essere, il sofisma autodistruttivo: il teatro dell’eros, appunto. La trama dei film successivi del genere sarà sostanzialmente quella dell’ipocrisia che opprime il desiderio, ma meglio ancora quello del sesso come arma di potere. (…)

(Puoi proseguire la lettura di questo articolo su Le parole e le cose)

Letto 3872 volte Ultima modifica il Venerdì, 16 Gennaio 2015 09:51

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